venerdì 3 giugno 2011

CORSET MAKING WORKSHOP BASIC 7-8 MAGGIO 2011

Si è conclusa, a Firenze, con successo la prima parte del Workshop per principianti focalizzato sullo studio e la costruzione del modello di un autentico corsetto del XVI secolo!

Dopo aver appreso un pò di teoria e studiato attentamente la fattura di alcuni modelli di corsetti provenienti dalla mia collezione, ci siamo lanciate sulla riproduzione del cartamodello del corsetto originale indossato dalla Contessa Dorothea Sabina di Neuberg del 1598.

Messo il modello su stoffa e tagliato i vari pezzi per il “Mock up” , abbiamo poi iniziato a cucirlo con ottimi risultati! 

Domenica  5 Giugno ci sarà  la seconda parte del corso dove porteremo a compimento l’opera d’arte sartoriale appena iniziata.

E' stata un'esperienza unica e ci siamo divertite moltissimo, si è creato da subito un clima fantastico e produttivo tra i partecipanti uniti dalla passione per i corsetti e  l'alta qualità sartoriale e nonostante la fatica che un corso intensivo richiede è stata una bella soddisfazione per tutti.

lunedì 23 maggio 2011

IL CORSETTO NEL 2000, LA NUOVA MODA DELLA VITA SOTTILE

L’articolo che segue è stato scritto da me nel lontano 1998, l’ho trasferito qui dal mio vecchio sito internet (http://corsetstory.altervista.org), è interessante osservare come negli anni ’90 esistessero poche informazioni sui corsetti e il modello più conosciuto fosse quello ispirato al ‘700 di Vivienne Westwood. Il corsetto Vittoriano era usato solo nell’alta moda e in cerchie underground ristrette collegate al fetish e sadomaso, nonché gothic culture.
Oggi la percezione rispetto a questo indumento è totalmente cambiata e si è inserita di buon grado nella cultura e moda ufficiale, si sono moltiplicati gli atelier di corsetteria soprattutto all’estero ma anche in italia, fattore dovuto a internet e alla circolazione di informazioni. Moltissima gente si interessa al “costuming” cioè alla riproduzione di costumi sia storici che di fantasia, con una cura del particolare che si perfeziona di anno in anno giungendo quasi ai livelli dei professionisti di cinema e teatro.
Negli anni ’90 i materiali per confezionare corsetti si trovavano molto difficilmente, e gli unici a disporre di questi materiali erano i laboratori di corsetti ortopedici. Oggi l’interesse per la corsetteria, soprattutto ottocentesca, ha portato i fornitori di materiali a ri-inserire articoli ormai dimenticati, all’interno del materiale classico per l’ortopedia, come i busks ovvero le chiusure frontali di metallo.

Articolo del 1998 :
IL CORSETTO NEL 2000, VEZZO PER FETICISTI O NUOVO STILE NASCENTE?

Indossare un corsetto oggi non è uno scherzo, nel senso che se volete avere una silhouette come quella della vostra epoca preferita dovrete "allenarvi" parecchio. Nell'epoca moderna sono state abolite tutte le forme costrittive nell'abbigliamento per cui si preferisce portare una maglia aderente su un corpo scolpito dalla ginnastica, piuttosto che avere un corpo scolpito da un corsetto e dover stare scomode. La bellezza moderna si esprime nella salute di un corpo ben modellato ma lasciato libero di crescere secondo la naturale forma senza dover utilizzare espedienti quali erano i corsetti delle epoche passate. Inoltre le nostre ave erano costrette a portare corsetti fin dai primi anni cosi che il loro corpo si modellasse secondo il gusto che vigeva in quel periodo; sarebbe impossibile oggi poter indossare un corsetto nelle dimensioni originarie di quell'epoca perchè le misure del corpo di allora e di quello odierno non coincidono.

Ma se aveste deciso, perchè vi stimola la fantasia o perchè non avete voglia di fare ore e ore in palestra, mangiando insalatine e non ottenendo nessuno dei risultati sperati, di provare a modellarvi il corpo con un corsetto, dovrete tenere conto di alcuni accorgimenti, per non incontrare spiacevoli inconvenienti che riguardano la vostra salute.


Il Corsetto che quasi tutti, anche i non informati, conoscono o di cui hanno visto almeno vagamente da qualche parte un immagine, è il cosiddetto "Vittoriano", cioè quello che riduce la vita anche di parecchi centimetri conferendo al vostro corpo la classica forma a clessidra, con seno e fianchi prominenti. E' il più conosciuto essendo in pratica l'ultimo modello usato prima della comparsa del reggiseno, e poi ripreso negli anni 50 con la guepiere. Nella mia homepage non ho trattato di questo modello poichè informazioni relative a questo tipo di corsetto si trovano abbastanza facilmente ( vedi la sezione links), è quello che io ritengo più scomodo da portarsi oggi; a meno che non abbiate una differenza di 25 cm tra vita e seno, per raggiungere la forma desiderata ci vuole una dose massiccia di compressione in vita, cosa che può comportare gravi danni alla salute se fatto in modo sbagliato (non si può ridurre la vita tutto insieme ma aumentare la compressione di un centimetro alla volta); in realtà è però la forma più contenitiva e più modellante, perciò il più desiderato da tutte noi!

I modelli di cui ho trattato all'interno del mio sito sono molto più confortevoli del corsetto vittoriano, anche se ovviamente volendone indossare uno che si appresti a ricreare abbastanza fedelmente la linea dell'epoca dovrete allenarvi un pò a portarlo in casa, abituarvi a respirare in modo diverso, a mangiare e così via... portare un corsetto per lungo tempo richiede un minimo di esperienza se non volete svenire dopo un ora perchè non ce la fate a respirare. I Corsetti tardobarocco e rococò sono ideali per chi ha poco seno perchè fanno effetto push-up; per chi ha problemi di pancia o di busto corto, meglio optare per un modello che finisce a punta lunga davanti; infine per problemi di fianchi e di vita dovrete rassegnarvi a fare un bel pò di training con il corsetto vittoriano o con i corsetti dei primi anni del 1900.



Gli anni '70 hanno inferto il più grave colpo al Corsetto, scomparso dalla totalità dei cassetti di biancheria intima delle ragazze, è rimasto sepolto per anni e anni in una memoria romantica di epoche passate. Negli anni successivi il corsetto è rimasto appannaggio di una esigua schiera di feticisti spesso sconfinanti nell'arte Sado-Maso, che ha portato alla ribalta nuovamente il Corsetto.



Se quando non avete niente di meglio da fare provate a digitare la parola "Corset" su un qualsiasi motore di ricerca, sicuramente vi darà un sito web in cui appaiono modelli in latex, pvc o altro corredati da una serie di belle immaginette in stile sado-maso. Non spaventatevi! il fatto che il corsetto sia usato molto in ambienti di un certo tipo non vuol dire che se a voi piace indossare un busto dobbiate perforza farci certe cose :) . Il corsetto è bello perchè scolpisce il corpo, perchè fa risaltare i volumi in accostamento ai tessuti, perchè stimola la fantasia e perchè è una citazione storica. Ogni donna può modellare il proprio corpo con un corsetto, che indossato su una semplice gonna o su un paio di pantaloni diventa un indispensabile sostituto dell'abito da sera o dell'occasione speciale.


Se nessuno dei negozi di vostra conoscenza vende corsetti o se non conoscete nessuna bustaia che ve lo può fare su misura, potete acquistarne uno tramite le webpages dei vari produttori esteri (oppure potete richiederlo direttamente a me!). La maggior parte sono Statunitensi e Inglesi, per cui leggete bene le condizioni di vendita all'estero prima di ordinarne uno. La cosa migliore sarebbe farvelo fare su misura perchè come dicevo prima i corsetti sono modellatori e devono essere fatti apposta per il vostro busto, specialmente se non avete una taglia con le misure standard da confezione dei giorni nostri. Se proprio non riuscite a trovare nessuno che ve lo faccia su misura anche nelle webpages, o non ve lo potete provare, vi conviene optare per un modello poco curvilineo. Costruire un corsetto su misura è abbastanza complicato e il costo può essere molto elevato a seconda della complessità della forma e delle rifiniture metalliche in esso contenute. I migliori e più resistenti sono quelli fatti con stecche di acciaio a spirale, ma se volete una cosa più soft potete optare per un modello in stecche di plastica, leggermente più economico e confortevole, ma di qualità più scadente e soprattutto nel caso dei corsetti vittoriani, non si avvicinerà molto all forma sinuosa e modellante di un autentico corsetto storico. Attenzione, mai scendere oltre la vita se ordinate un modello in stecche di plastica poichè questo tipo di stecca tende a piegarsi o a spezzarsi.



Se vi interessa una produzione rigorosamente su misura potete visitare la sezione di corsetteria che ho aperto sul mio sito (www.pamelabcorsets.com), ci sono foto e descrizioni di tutti i modelli che ho fatto per chi me li ha richiesti, i prezzi vi possono sembrare piuttosto elevati, ma dovete considerare che ogni pezzo che faccio è unicamente studiato su richiesta del cliente, perciò UNICO ed ESCLUSIVO, e fare un "VERO" corsetto è un lavoro molto lungo e minuzioso, che richiede alta manodopera specializzata. Mandatemi una mail se volete chiedermi qualcosa in particolare o solo per fare due chiacchere con me sulla storia del costume...anche le critiche sono ben accette purchè costruttive, comunicatemi eventuali errori, ignoranze da parte mia o quant'altro non vi sia piaciuto.

lunedì 11 aprile 2011

LA SGUALDRINA E LA GABBIA DI UCCELLO


Tutto il XVII secolo risuona di sermoni indignati contro le nudità del petto. Durante la Riforma i predicatori descrissero anche verdugali e guardinfanti come " Congegni Diabolici". Il corpetto scollato fu chiamato Gourgandine (la sgualdrina). Montaigne descrive il corsetto come " un tipo di cinta che racchiude il busto dalla base del seno a sotto il costato, finendo in una punta sopra lo stomaco". In Francia le sue numerose varianti fanno nascere suggestivi e colorati nomi: "le mousquetaire"( il moschettiere), " l'innocente", " la culbute"( il capitombolo), " le guepes"( le vespe ), etc. Il primo slogan pubblicitario apparso in una vetrina di un corsettiere promuoveva uno stile che si vantava di " contenere il forte, sostenere il debole, e far tornare l'errante sulla retta via!" . Come jaques Laurent sottolineò: " attraverso gli anni, le donne hanno sentito il bisogno di comprimere i fianchi e il seno e, sia la fascia indossata dalle Ateniesi fino alle cinte indossate oggi, non escludendo il corsetto di recente memoria, hanno invariabilmente contribuito a soddisfare questo bisogno".


Alla fine del seicento i volumi del petto iniziarono a protendersi verso l'alto e le scollature ad abbassarsi fino al livello della spalla. Il look mascolino e castigato di inizio seicento si concede un ingentilimento nella geometria. I corsetti si restringono e si torcono in vita, facendo fuoriuscire le rotondità del seno, terminando in punte davandi e dietro, e permettendo lo sviluppo di forme più tondeggianti sui fianchi. Il XVIII secolo vide l'invenzione del Pannier, letteralmente "un paniere",una specie di gabbia per uccelli sospesa alla vita che sosteneva le voluminose gonne simili a barche rovesciate che venivano drappeggiate sui fianchi,ricamate e decorate.Il pannier si attirò subito le infamie dei moralisti che lo vedevano come " un richiamo seduttivo che incita i poveri uomini a peccare", poichè enfatizzava fortemente le natiche.
                               

Verso la fine del settecento il paniere si ridimensionò in larghezza, e anche per ovvie questioni di praticità si spostò sul dietro, mentre il punto vita che da abbassato era tornato in posizione normale intorno a metà secolo, iniziò ad alzarsi. In tempi di rivoluzione e di ideali di libertà, anche il corsetto perse significato, quasi a voler simboleggiare la prigionia del corpo, fu abbandonato quasi totalmente. Si guardava all'antico mondo classico dei greci e romani per trovare l'ideale di bellezza perfetta, e proprio i seni greci sostenuti dall'antico apodesmo furono la causa della rivoluzione anche del corsetto. I vecchi busti rigidi e conici che comprimevano il seno spingendolo in alto, iniziarono a seguire le forme curve del corpo naturale.



In epoca Napoleonica ancora non era ben chiaro che forma dare al corpo, i vecchi busti venivano ancora indossati ma erano molto ridotti nelle dimensioni e lasciavano il seno libero da compressioni. Tecnicamente il passaggio da forma conica a curva fu raggiunto facendo tagli sul seno e sui fianchi inserendo via via sempre più spicchi di stoffa. Dalla fine dell'Impero prevalse decisamente la moda per i seni ben separati, questo tipo di forma veniva raggiunto indossando il nuovo tipo di busto progettato dal corsettiere Leroy, quello che poi in seguito si sarebbe sviluppato nel famoso corsetto, di più recente memoria, detto "Vittoriano". Libere le spalle, libero il seno, la nuova moda nascente si concentrò sulla compressione e riduzione della vita, raggiungendo ancora una volta livelli di esasperazione ai limiti del paradosso. Come recitava una stampa satirica dell'epoca "...a la mode...a la mort".

 

giovedì 7 aprile 2011

LA VENERE BOTTICELLIANA E LA DONNA VIRTUOSA


Anche nel Medioevo la Lingerie non era davvero meno popolare. Dal momento che questa cultura dava grande risalto alla magrezza e alla verticalità, il vestito aderiva strettamente al corpo e slanciava la figura. Le donne del medioevo non indossavano le mutandine, che si pensava ostacolassero "il prendere aria" delle loro parti intime; invece furono inventati gli abiti sagomati e allacciati davanti, dietro o a volte di lato, che serravano il busto come una corazza. Nel XIII secolo la scollatura venne nascosta dal Tassello. Lontano dall'enfatizzare il petto, questo nuovo tipo di corpetto era indossato per appiattirlo, ponendo grande enfasi sullo stomaco, che fu considerato monumento di femminilità. Per questa ragione le donne indossavano anche imbottiture che accrescevano soprattutto l' effetto del ventre prominente. All' epoca il potere più conturbante non era considerato quello della vista del seno, ma del piede e peggio ancora del polpaccio, per cui mentre gli strascichi si allungavano le scollature sprofondavano. Nel XV secolo le donne iniziarono a portare larghe cinture sotto il seno adatte a sostenerne la base, facendo risaltare i seni come due mele rotonde e mettendo ancor più in risalto il ventre arrotondato considerato come simbolo di fertilità di un epoca in cui l' Europa era poco popolata.



 Alla fine del quattrocento, le forme gotiche che si protendevano verso l'alto vengono sostituite da equilibrate ed eleganti forme geometriche. La rinascita dello studio dei grandi autori greco-latini, porta alla formazione di una nuova cultura che si contrappone decisamente a quella del Medioevo; le forme del corpo non vengono alterate da eccessivi rigonfiamenti artificiosi (che saranno particolari delle mode successive) e il punto vita tende a tornare nella posizione naturale. Nel primo Rinascimento, continuatore delle cotte e di altre sopravvesti medievali, si impose il corpetto scollato e senza maniche, molto attillato e indossato su una camicia per poi essere allacciato sulla schiena . Veniva reso rigido da un rivestimento in tela inamidata, interamente impunturato e perfino rinforzato da numerosi fili di ottone; l'abito che prima si limitava a modellare il corpo va irrigidendosi.


La lineare purezza della fine del quattrocento assume per la donna, a mano a mano che ci si inoltra nel cinquecento, forme più piene e consistenti. Verso la fine del Rinascimento l'abbigliamento divenne più cupo e ancora più rigido. Alla moda medievale della figura allungata e sinuosa si sostituisce una nuova sensibilità improntata ad una severa rettitudine: per essere alla moda la donna deve mostrarsi Virtuosa. Questa nuova forma di costrizione verrà coltivata dalla società per prevenire i turbamenti del corpo e dell'anima dinanzi alle incertezze dell'epoca ( fine dell'Umanesimo e inizio delle tensioni religiose).

Si affermò quindi la moda impunturata che appiattiva il ventre e
conferiva al busto l' aspetto di un cono (per quanto riguarda la moda italiana aggiungerei "cilindro"); era indossato per avere un look più mascolino, eliminando lo stomaco prominente del medioevo e dando alla figura un carattere più austero rispetto alla scioltezza del primo rinascimento, più rigido, che mostrava i personaggi in un aspetto e un comportamento simbolici. Si può affermare che per la prima volta nella storia del costume, la donna rinuncia alla scollatura e sacrifica la propria femminilità rinchiudendo il suo corpo in corsetti rigidissimi e lunghi oltre la vita che nulla lasciano trasparire all'immaginazione di chi li guarda, allungando il busto enormemente o spezzandolo facendo risaltare l'enorme cassa tondeggiante nella metà inferiore del corpo; le forme naturali, già alterate intorno a metà secolo vengono esasperate ancora di più, al punto da rendere impossibile l'individuazione delle proporzioni naturali.


Al passaggio tra il XVI e il XVII secolo si raggiunge il limite dell'assurdo e del paradossale nella storia del costume femminile. Anche la metà inferiore del corpo rapidamente si adatta a questo ideale di rigidità, e le gonne ne seguono la forma con l'invenzione del Verdugado, una struttura a cerchi sovrapposti composta da bande di legno e filo spesso, usata come sottogonna per raggiungere l'effetto volumetrico desiderato; poteva avere forma conica o a paraboloide, ma era molto diffusa anche quella a tamburo, classica della francia, che tradusse questa moda in forme si rigide ma più frivole e tondeggianti.








lunedì 4 aprile 2011

LA MAGNIFICA SEDUTTRICE E L'ANTICA FETICISTA


I primi esempi di biancheria da donna sono datati 2000 a.c. nell'isola di Creta: La crinolina e il corsetto. Ma le Cretesi, indossavano questi indumenti che stringevano la figura, per alzare e accentuare i loro seni nudi o enfatizzare i fianchi, facendo sembrare i loro corpi più voluttuosi. Emblema di questo ideale femminile è la dea dei serpenti , una statuetta di terracotta policroma che rappresenta una donna molto truccata e con il seno prominente e nudo. Emersa dalla notte dei tempi, è ancora oggetto delle elucubrazioni maschili contemporanee. Elie Faure, nella sua "Histoire de l'art" pubblicata all' inizio del secolo pensava certamente a lei descrivendo le Cretesi come "donne con il seno nudo, le labbra imbellettate, gli occhi bistrati, vestite con cattivo gusto barbarico di abiti ricchi di balze , come bambole truccate e artefatte". L'accademico Jacques Laurent (Histoire imprevue des dessous feminins )critica il punto di vista moralistico di Elie Faure, commentando "la loro manifesta sensualità le trasforma in bambole soltanto agli occhi di un luterano" e le chiama "magnifiche seduttrici". Lungi dall' essere semplici oggetti sessuali, le donne cretesi avevano un ruolo di primo piano nella società. Partecipavano come gli uomini alla caccia al toro e alle spedizioni marittime, ma soprattutto formavano la casta delle sacerdotesse dal seno nudo al servizio delle divinità femminili onorate da tutti. Cosa ancora più importante, lo studioso Nicola Platon ci informa che la civiltà minoica fu la prima cultura estetizzante in cui l' abbigliamento rappresentò un arte vera e propria, per questo motivo l'abbigliamento cretese deve essere considerato il precursore diretto della moda del XX secolo. Come le Cretesi anche le Egizie di alto rango circolavano con il seno scoperto, con la sola differenza che questo non era sostenuto dalla pressione di un corsetto.
I protoreggiseni fecero la loro comparsa con la civiltà Greca. Le antiche Greche indossavano l' Apodesmo, una piccola striscia di stoffa che arrotolavano al di sotto del seno; in epoca classica si trasformò in una larga striscia di tela, di tessuto o di pelle (la Zona), il cui scopo era quello di sostenere efficacemente il seno per impedire che, camminando, ballonzolasse, ma anche di accentuare la figura e enfatizzare la femminilità.

I seni flosci erano intollerabili per lo Stato Romano che si considerava la punta più avanzata della civiltà e disprezzava i seni barbari penduli e ballonzolanti. Perciò allo stesso modo delle Greche, le Romane indossavano la Fascia, una striscia di stoffa che circondava il seno allo scopo di contenerne la crescita; esisteva anche lo Strophium, una specie di sciarpa che posta sotto la tunica sosteneva il seno come nei modelli odierni criss-cross. Se la natura prendeva il sopravvento e il petto si sviluppava troppo si usava il Cestus, un corpetto di morbido cuoio che conteneva il seno delle matrone più abbondanti, e a volte una specie di corsetto che inguainava il corpo dall'inguine alla base del petto ed era stato, come dice il mito, progettato da Venere, che lo raccomandò fortemente a Giunone, una dea dotata di una sovrabbondante e voluttuosa figura. Marziale la descrive come "...una trappola dalla quale nessun uomo può scappare, un avviso ammirabilmente adattato al riingentilimento della fiamma dell'amore..." egli stesso era attratto dal pensiero di toccare un Cestus "...ancora caldo del fuoco di venere...". Per l'uomo Romano, cinte, fusciacche, e tessuti che intrappolavano la maggior parte desiderabile di un corpo di donna, possedevano una carica erotica, come quella che questi indumenti avevano suscitato ai greci. La nascita di un culto feticista, che sarebbe continuato attraverso gli anni, è evidente dal detto popolare "zonam solvere"che significa "slegare la fascia" e per estensione "sposarsi".


LA GABBIA DI VENERE


 All'alba della storia, l'uomo civilizzato volle distinguersi dagli animali e dai suoi simili selvaggi che vivevano nudi, lasciando che i propri organi sessuali si afflosciassero con l'età. La nascita del pudore, il gusto della seduzione (nascondere e/o mostrare ciò che si vuole evidenziare), la nostalgia della giovinezza, hanno avuto una parte importante nell' invenzione della biancheria intima. Sia per i Greci classici che per la donna moderna i seni flosci e ballonzolanti appaiono brutti quanto ingombranti; nell'intervallo tra queste due epoche l'estetica del seno conoscerà tutte le variazioni possibili.
La lingerie della donna è la materia della fantasia. Un elemento vitale nell'esperta arte dello svestirsi che non ha mai esaurito di suscitare la sua strana magia sulla libido maschile. Il sesso è prosaico tanto più visto attraverso un velo che enfatizza le sue attrazioni proibite come nelle parole di Montaigne "Ci sono cose meglio visualizzate attraverso il concetto". Le donne hanno indossato Lingerie dall'alba della civiltà, qualche volta apertamente, altre volte in segretezza, a seconda del clima sociale del periodo. La società frequentemente avanzava ipocritici pretesti per l'indosso della lingerie, invocando dubbiose ragioni di salute e igiene. Nessuno vuole ammettere la verità ma queste sottovesti a gabbia, queste trappole di venere, vestivano la vita erotica delle ere, siano esse virtuose, brutali o lascive. Così facendo suscitavano le fantasie delle donne che ponevano queste diaboliche costrizioni sopra i loro corpi, e degli uomini deliziati di toglierle ancora una volta.
Nastri, Crinoline, Corsetti, Fasce, Reggiseni, Reggicalze hanno sempre giocato la loro parte nel misterioso pas de deux dal quale l' uomo e la donna sono stati uniti da tempo immemorabile.
In accordo con Hirschfeld, su un campione di 1000 uomini , solo 350 erano attratti dal nudo integrale femminile; 400 le preferivano semi-vestite, e 250 mostravano una marcata preferenza per le donne completamente vestite. In altre parole, il 65% degli uomini mostrava tendenze feticiste.
Questa è la voce di Faust che urla in un estasi d'amore:"Portami uno scialle che ha coperto il suo petto, un nastro che appartiene alla mia amata!".
La storia della lingerie, dalle origini alla cima della sua gloria nei film e nella pubblicità, è epica. Il suo carico è questo: Le donne hanno sempre trattato il bisogno di coprirsi e il desiderio di scoprirsi come un pretesto per accrescere la loro seducente femminilità.