mercoledì 5 ottobre 2011

CORSET MAKING WORKSHOP INTERMEDIATE- COME FARE UN CORSETTO DEL 1700

Si è appena concluso il workshop di corset making livello intermedio del 30 settembre e 1-2 ottobre
Ed ecco il reportage fotografico di come fare un autentico corsetto del 1700 costruito secondo il modello riportato nell’Encyclopedie di Diderot.





Questo modello è molto usato da designer di fama internazionale come Vivienne Westwood e si presta bene a rielaborazioni contemporanee.



La parte più difficile è stata il complicato intreccio delle impunture di alloggiamento delle stecche, che in questo secondo livello non erano solo dritte ma anche inclinate e sovrapposte orizzontalmente.







Di difficoltà superiore rispetto al corso base inoltre erano le numerose alette anch’esse irrigidite per dare maggiore risalto alla punta del corsetto

L’effetto finale con le stecche in rilievo è spettacolare e sicuramente ha ripagato di un lavoro così intenso!
A fine Ottobre il prossimo Workshop di livello base per chi si avvicina per la prima volta al mondo della corsetteria storica,  costruiremo il modello autentico  indossato dalla Contessa Dorothea Sabina di Neuberg del 1598.
Per iscrizioni compilate il modulo su     WWW.CORSETLAB.IT

lunedì 19 settembre 2011

QUELLO CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE SULLA DIFFERENZA TRA "VERI" CORSETTI E "FALSI" CORSETTI


Prendo spunto da un articolo comparso sul blog Lingerie Addict, per dare dei chiarimenti anche in italiano sulla differenza tra un corsetto vero e uno falso.

Occorre premettere che In questo blog parliamo di corsetteria di alto livello, equiparabile all’alta moda, artigianale, su misura e con un ottimo taglio che supporta e scolpisce il busto. Questo tipo di corsetteria non è ovviamente a buon mercato e può succedere che per comprare uno di questi capi si debba mettere da parte un po’ di soldi. Esistono però, sia in giro per la rete che non, anche parecchi altri corsetti molto più economici, mettiamo il caso che vi trovaste nella condizione di vedere un rivenditore che mostra un corsetto identico a quello di un designer di grido o un corsètiere professionista a 50 € anziché 200…cosa fareste?

E’ abbastanza frequente che chi non conosce la differenza tra un vero corsetto e uno falso corra subito a comprare quello da 50 €….beh a questo punto occorre fare delle distinzioni.

Se quello che desiderate è un qualcosa che assomigli vagamente ad un corsetto, allora comprate tranquillamente un bustino su ebay o delle varie marche alternative-gothic o made in china a 30-50 €, ma se desiderate un vero corsetto, cioè un’opera d’arte sartoriale in grado di cambiare completamente la forma del busto e la postura e volete indossarlo tutte le volte che potete senza che si deformi subito dopo un paio di volte che lo mettete, allora avete bisogno di un “vero corsetto”.

Un corsetto di Mr. Pearl




Un corsetto di Morgana Femme Couture



Un corsetto di Miss Katie

I corsetti in queste foto appartengono ai più conosciuti corsetiére che li realizzano artigianalmente su misura e sono indossati dalle più famose modelle di corsetti , ciò significa che molte persone non resistono alla tentazione di rubare queste foto e usarle per vendere corsetti-spazzatura di pessima qualità.

Se trovate una di queste modelle che indossa un corsetto che costa solo 50 €, quello che riceverete non sarà quasi certamente quello che è mostrato nella foto, a meno che non sia un usato.

Ma quali sono le differenze tra un vero corsetto e uno falso?

La prima ovvia differenza è il peso. I veri corsetti sono pesanti perchè contengono stecche in acciaio, piatte per la forma e stabilità della chiusura anteriore e a spirale per dare quella forma curva che fa apparire la vita sottile e il fianco arrotondato. Il tessuto di un vero corsetto inoltre è resistente, di ottima qualità e spesso introvabile in quanto non prodotto in massa.

I falsi corsetti hanno più o meno la stessa forma in termini di cartamodello e pezzi di stoffa, ma tornano addosso in modo completamente differente. Si capisce subito che si possono facilmente rompere perché le stecche che hanno usato sono spesso in plastica leggera e il busk è di metallo talmente fine che si può piegare su se stesso, perciò non tengono un’allacciatura stretta, il più delle volte rompendosi quasi subito.

E come tutti sapete, le stecche di plastica economiche non hanno le stesse prestazioni dell’acciaio, si piegano facilmente e rimangono piegate,ed è per questo che i falsi corsetti creano quelle fastidiose pressioni nella parte inferiore della gabbia toracica dopo l’usura. Quando vi chinate o vi sedete le stecche si piegano e non tornano più come prima. Un vero corsetto invece, all’inizio è molto rigido e nel tempo si adatta alla vostra figura, consentendo una riduzione maggiore del punto vita.

Detto questo, la buona notizia è che il tessuto del falso corsetto è praticamente impermeabile, il che potrebbe essere conveniente per fare un bel bagno in piscina, ma non sono sicura che questo materiale passerebbe un test antincendio. Probabilmente si scioglierebbe e si appiccicherebbe alla vostra pelle(le fibre sintetiche si sciolgono, quelle naturali bruciano). Visto sotto una luce abbastanza forte può sembrare la stoffa usata per le tute della protezione civile.

Ma passiamo a comparare un corsetto di un designer di tutto rispetto alla sua imitazione low cost.

Nella foto sotto, il corsetto sulla sinistra è un modello di Miss Katie, quello a destra un falso corsetto che imita quest’ultimo. Le cuciture sul corsetto di Miss Katie sono in colore contrasto per ragioni estetiche e proprio per questo motivo è ben visibile come sia piatta la stoffa e come siano dritte e tirate le cuciture, entrambi indicatori di un corsetto di alta qualità. Tutto questo è assente sul falso corsetto . Miss Katie inoltre usa un nastro di raso di ottima qualità come decorazione sul bordo superiore, cucito con profonde pieghe, mentre sul falso corsetto c’è un nastro di qualità scadente semplicemente increspato per consumarne di meno e fare prima a cucirlo rientrando così in un prezzo di produzione più basso.



Ma esaminiamo l’interno: I veri corsetti di solito sono foderati con una o due fodere di cotone pesante e molto compatto, drill o coutil, che permette alla pelle di respirare e assorbe il sudore rendendo il corsetto più confortevole da indossare, incrementando la sua durata nel tempo e supportando le proprietà contenitive e modellanti.

I falsi corsetti di solito non sono foderati, o la fodera è talmente sottile che se vengono indossati a un evento con clima caldo-umido vi faranno sudare come uno straccio bagnato, questo a causa del tessuto sintetico che si appiccica alla pelle sudata come un divano in finta pelle, e nessuno vuole sembrare un divano in finta pelle, non è molto sexy.


In questa foto potete vedere l’interno foderato di un corsetto vero in alto e quello senza fodera di uno falso in basso, potete anche vedere che la forma, distesa, è molto simile, ma se ci fate bene caso, quello vero ha un nastro in vita cucito insieme alle stecche, che rinforza le cuciture in modo che non si strappino quando comprimete il busto con una forte allacciatura in grado di ridurre la vita anche di parecchi centimetri

Avrete anche notato che le due tipologie di corsetto sono allacciate in modo diverso, i veri corsetti sono allacciati con nastro di raso abbastanza alto di buona qualità o forti lacci come quelli da scarpe che permettono di stringere seriamente il giro vita. Il falso corsetto ha un nastrino sottile di scarsa qualità come laccio di chiusura, il quale non stringe ed è allacciato in cima anziché all’altezza della vita.


Qui potete vedere un dettaglio dell’allacciatura posteriore, sulla sinistra il falso corsetto ha una stecca di plastica di fianco agli occhielli in metallo, sulla destra il vero corsetto ha stecche di acciaio su ogni lato dell’occhiellatura, che rinforzano la chiusura in modo che voi possiate stringere i lacci senza che il corsetto si deformi sotto l’effetto della pressione.

Ora possiamo vedere l’effetto che fanno quando vengono indossati. Sulla destra abbiamo il vero corsetto allacciato non stretto, nonostante non sia al massimo della pressione esercitabile potete vedere come sia molto più curvo del falso corsetto sulla sinistra, noterete anche che il falso corsetto non dà una bella forma al busto, né spinge il seno in alto.



La stessa cosa di può vedere con il modello di corsetto di Miss Katie, e la sua imitazione, la differenza di qualità tra stoffa, stecche e cuciture è ben evidente, il falso corsetto ha un effetto grinzoso quando è indossato.



Guardando la foto in dettaglio, si vede bene che nel vero corsetto il seno è ben modellato e supportato nel falso invece è poco più che una copertura piena di grinze.




Per riassumere si può dire che ci sono similitudini superficiali nel modello e nello stile ma che i falsi corsetti sono costruiti in modo completamente differente da quelli veri. Fondamentalmente essi non modellano.

Potete vedere che praticamente appiattiscono il busto piuttosto che fare effetto extra curve e oltretutto non durano nel tempo.

Perciò se desiderate qualcosa che assomigli vagamente al fantasma di un corsetto storico, senza pretese modellanti e non vi preoccupate di indossarlo più di una volta, il falso corsetto è un’opzione altamente abbordabile a un costo irrisorio.
Se invece volete un indumento che modelli e scolpisca il corpo regalandovi la silhouette di una pin up , e lo volete indossare ripetutamente per anni e anni sentendovi fare ancora i complimenti dagli altri, beh allora benvenuti nella comunità esclusiva degli amanti di corsetteria di qualità, può diventare una dipendenza, ma ci piace :)

photo credits: Lingerie Addict blog

mercoledì 31 agosto 2011

IL CORSETTO DI DIDEROT E D’ALAMBERT


Ultimamente mi è capitata una commissione per un corsetto da mettere sotto un abito da sposa stile ‘700, esattamente la riproduzione dell’abito indossato da Christina Ricci nel film Sleepy Hollow di tim burton 


Il corsetto che ho deciso di fare è il modello descritto nell’Encyclopedie di Diderot, tagliato in solo 6 pezzi, la cui forma è data dalla direzione delle stecche verticali e orizzontali o inclinate sovrapposte.


Originariamente sarebbe allacciato solo dietro ma io ho messo l’allacciatura anche davanti, per facilitare la chiusura anche da soli e avere una maggiore possibilità di aggiustarlo in base al comfort.
Ho utilizzato per l’esterno il “French Coutil” un tessuto di cotone pesante piuttosto rigido adatto alla costruzione di corsetti.
Le stecche sono in acciaio a spirale, mentre per gli irrigidimenti delle linguette in vita ho usato il rigilene. 















lunedì 4 luglio 2011

CORSET MAKING WORKSHOP BASIC- COME FARE UN CORSETTO DEL XVI SECOLO

Ed ecco il reportage sulla seconda parte del workshop di Corset Making Basic!


E’ stata una giornata molto intensa, ma alla fine ce l’abbiamo fatta a portare a termine l’opera d’arte sartoriale iniziata nella prima parte del corso.



Siamo ripartite dal cartamodello finito concluso nella parte precedente del corso ed abbiamo tagliato i vari pezzi sulla stoffa scelta come strato visibile del corsetto.



Abbiamo cucito i 3 layers di stoffa insieme e creato tutte le impunture per l’irrigidimento e l’alloggiamento delle stecche.




Inserite le stecche, è la volta degli occhielli in metallo, foratura della stoffa e occhiellatura in metallo manuale con un semplice attrezzo portatile e un normale martello.



Rifiniture finali dei bordi ed ecco qua il corsetto finito, per un perfetto look rinascimentale!



A settembre il prossimo Workshop di livello Intermedio, costruiremo il famoso corsetto dell’Encyclopedie di Diderot e D’Alambert, stile ‘700 che evoca le atmosfere sontuose e opulente di Versailles, Maria Antonietta e Il Carnevale di Venezia.

Per iscrizioni compilate il modulo su     WWW.CORSETLAB.IT

venerdì 3 giugno 2011

CORSET MAKING WORKSHOP BASIC 7-8 MAGGIO 2011

Si è conclusa, a Firenze, con successo la prima parte del Workshop per principianti focalizzato sullo studio e la costruzione del modello di un autentico corsetto del XVI secolo!

Dopo aver appreso un pò di teoria e studiato attentamente la fattura di alcuni modelli di corsetti provenienti dalla mia collezione, ci siamo lanciate sulla riproduzione del cartamodello del corsetto originale indossato dalla Contessa Dorothea Sabina di Neuberg del 1598.

Messo il modello su stoffa e tagliato i vari pezzi per il “Mock up” , abbiamo poi iniziato a cucirlo con ottimi risultati! 

Domenica  5 Giugno ci sarà  la seconda parte del corso dove porteremo a compimento l’opera d’arte sartoriale appena iniziata.

E' stata un'esperienza unica e ci siamo divertite moltissimo, si è creato da subito un clima fantastico e produttivo tra i partecipanti uniti dalla passione per i corsetti e  l'alta qualità sartoriale e nonostante la fatica che un corso intensivo richiede è stata una bella soddisfazione per tutti.

lunedì 23 maggio 2011

IL CORSETTO NEL 2000, LA NUOVA MODA DELLA VITA SOTTILE

L’articolo che segue è stato scritto da me nel lontano 1998, l’ho trasferito qui dal mio vecchio sito internet (http://corsetstory.altervista.org), è interessante osservare come negli anni ’90 esistessero poche informazioni sui corsetti e il modello più conosciuto fosse quello ispirato al ‘700 di Vivienne Westwood. Il corsetto Vittoriano era usato solo nell’alta moda e in cerchie underground ristrette collegate al fetish e sadomaso, nonché gothic culture.
Oggi la percezione rispetto a questo indumento è totalmente cambiata e si è inserita di buon grado nella cultura e moda ufficiale, si sono moltiplicati gli atelier di corsetteria soprattutto all’estero ma anche in italia, fattore dovuto a internet e alla circolazione di informazioni. Moltissima gente si interessa al “costuming” cioè alla riproduzione di costumi sia storici che di fantasia, con una cura del particolare che si perfeziona di anno in anno giungendo quasi ai livelli dei professionisti di cinema e teatro.
Negli anni ’90 i materiali per confezionare corsetti si trovavano molto difficilmente, e gli unici a disporre di questi materiali erano i laboratori di corsetti ortopedici. Oggi l’interesse per la corsetteria, soprattutto ottocentesca, ha portato i fornitori di materiali a ri-inserire articoli ormai dimenticati, all’interno del materiale classico per l’ortopedia, come i busks ovvero le chiusure frontali di metallo.

Articolo del 1998 :
IL CORSETTO NEL 2000, VEZZO PER FETICISTI O NUOVO STILE NASCENTE?

Indossare un corsetto oggi non è uno scherzo, nel senso che se volete avere una silhouette come quella della vostra epoca preferita dovrete "allenarvi" parecchio. Nell'epoca moderna sono state abolite tutte le forme costrittive nell'abbigliamento per cui si preferisce portare una maglia aderente su un corpo scolpito dalla ginnastica, piuttosto che avere un corpo scolpito da un corsetto e dover stare scomode. La bellezza moderna si esprime nella salute di un corpo ben modellato ma lasciato libero di crescere secondo la naturale forma senza dover utilizzare espedienti quali erano i corsetti delle epoche passate. Inoltre le nostre ave erano costrette a portare corsetti fin dai primi anni cosi che il loro corpo si modellasse secondo il gusto che vigeva in quel periodo; sarebbe impossibile oggi poter indossare un corsetto nelle dimensioni originarie di quell'epoca perchè le misure del corpo di allora e di quello odierno non coincidono.

Ma se aveste deciso, perchè vi stimola la fantasia o perchè non avete voglia di fare ore e ore in palestra, mangiando insalatine e non ottenendo nessuno dei risultati sperati, di provare a modellarvi il corpo con un corsetto, dovrete tenere conto di alcuni accorgimenti, per non incontrare spiacevoli inconvenienti che riguardano la vostra salute.


Il Corsetto che quasi tutti, anche i non informati, conoscono o di cui hanno visto almeno vagamente da qualche parte un immagine, è il cosiddetto "Vittoriano", cioè quello che riduce la vita anche di parecchi centimetri conferendo al vostro corpo la classica forma a clessidra, con seno e fianchi prominenti. E' il più conosciuto essendo in pratica l'ultimo modello usato prima della comparsa del reggiseno, e poi ripreso negli anni 50 con la guepiere. Nella mia homepage non ho trattato di questo modello poichè informazioni relative a questo tipo di corsetto si trovano abbastanza facilmente ( vedi la sezione links), è quello che io ritengo più scomodo da portarsi oggi; a meno che non abbiate una differenza di 25 cm tra vita e seno, per raggiungere la forma desiderata ci vuole una dose massiccia di compressione in vita, cosa che può comportare gravi danni alla salute se fatto in modo sbagliato (non si può ridurre la vita tutto insieme ma aumentare la compressione di un centimetro alla volta); in realtà è però la forma più contenitiva e più modellante, perciò il più desiderato da tutte noi!

I modelli di cui ho trattato all'interno del mio sito sono molto più confortevoli del corsetto vittoriano, anche se ovviamente volendone indossare uno che si appresti a ricreare abbastanza fedelmente la linea dell'epoca dovrete allenarvi un pò a portarlo in casa, abituarvi a respirare in modo diverso, a mangiare e così via... portare un corsetto per lungo tempo richiede un minimo di esperienza se non volete svenire dopo un ora perchè non ce la fate a respirare. I Corsetti tardobarocco e rococò sono ideali per chi ha poco seno perchè fanno effetto push-up; per chi ha problemi di pancia o di busto corto, meglio optare per un modello che finisce a punta lunga davanti; infine per problemi di fianchi e di vita dovrete rassegnarvi a fare un bel pò di training con il corsetto vittoriano o con i corsetti dei primi anni del 1900.



Gli anni '70 hanno inferto il più grave colpo al Corsetto, scomparso dalla totalità dei cassetti di biancheria intima delle ragazze, è rimasto sepolto per anni e anni in una memoria romantica di epoche passate. Negli anni successivi il corsetto è rimasto appannaggio di una esigua schiera di feticisti spesso sconfinanti nell'arte Sado-Maso, che ha portato alla ribalta nuovamente il Corsetto.



Se quando non avete niente di meglio da fare provate a digitare la parola "Corset" su un qualsiasi motore di ricerca, sicuramente vi darà un sito web in cui appaiono modelli in latex, pvc o altro corredati da una serie di belle immaginette in stile sado-maso. Non spaventatevi! il fatto che il corsetto sia usato molto in ambienti di un certo tipo non vuol dire che se a voi piace indossare un busto dobbiate perforza farci certe cose :) . Il corsetto è bello perchè scolpisce il corpo, perchè fa risaltare i volumi in accostamento ai tessuti, perchè stimola la fantasia e perchè è una citazione storica. Ogni donna può modellare il proprio corpo con un corsetto, che indossato su una semplice gonna o su un paio di pantaloni diventa un indispensabile sostituto dell'abito da sera o dell'occasione speciale.


Se nessuno dei negozi di vostra conoscenza vende corsetti o se non conoscete nessuna bustaia che ve lo può fare su misura, potete acquistarne uno tramite le webpages dei vari produttori esteri (oppure potete richiederlo direttamente a me!). La maggior parte sono Statunitensi e Inglesi, per cui leggete bene le condizioni di vendita all'estero prima di ordinarne uno. La cosa migliore sarebbe farvelo fare su misura perchè come dicevo prima i corsetti sono modellatori e devono essere fatti apposta per il vostro busto, specialmente se non avete una taglia con le misure standard da confezione dei giorni nostri. Se proprio non riuscite a trovare nessuno che ve lo faccia su misura anche nelle webpages, o non ve lo potete provare, vi conviene optare per un modello poco curvilineo. Costruire un corsetto su misura è abbastanza complicato e il costo può essere molto elevato a seconda della complessità della forma e delle rifiniture metalliche in esso contenute. I migliori e più resistenti sono quelli fatti con stecche di acciaio a spirale, ma se volete una cosa più soft potete optare per un modello in stecche di plastica, leggermente più economico e confortevole, ma di qualità più scadente e soprattutto nel caso dei corsetti vittoriani, non si avvicinerà molto all forma sinuosa e modellante di un autentico corsetto storico. Attenzione, mai scendere oltre la vita se ordinate un modello in stecche di plastica poichè questo tipo di stecca tende a piegarsi o a spezzarsi.



Se vi interessa una produzione rigorosamente su misura potete visitare la sezione di corsetteria che ho aperto sul mio sito (www.pamelabcorsets.com), ci sono foto e descrizioni di tutti i modelli che ho fatto per chi me li ha richiesti, i prezzi vi possono sembrare piuttosto elevati, ma dovete considerare che ogni pezzo che faccio è unicamente studiato su richiesta del cliente, perciò UNICO ed ESCLUSIVO, e fare un "VERO" corsetto è un lavoro molto lungo e minuzioso, che richiede alta manodopera specializzata. Mandatemi una mail se volete chiedermi qualcosa in particolare o solo per fare due chiacchere con me sulla storia del costume...anche le critiche sono ben accette purchè costruttive, comunicatemi eventuali errori, ignoranze da parte mia o quant'altro non vi sia piaciuto.